Ultime notizie dal taccuino. Stuck in January.

8 febbraio 2016 § 2 commenti

Come la spiego la prigione senza pareti, la caduta libera e lenta e perpetua in un posto freddo e stranamente lucido e luminoso della propria mente, il tempo che ripete se stesso, giorni ammucchiati sulla coscienza, spreco non riciclabile.

Gennaio è stato un nodo gordiano. Intorno alla gola, ai polmoni, alle gambe. I pensieri in fila nell’unica corsia, percorrendo il tracciato sempre uguale senza inizio e senza fine.1460950_550614171762994_8991217381133800394_nChissà se l’ho percepito un po’ dall’inizio.IMG_2107Ma in genere quando ricomincio a scivolare partono in automatico i consueti pensieri ingannevoli del tipo “è una fase passeggera, domani finisce” “smetto quando voglio, basta che mi concentri”.

E invece, più che altro, nulla. Niente accelerazioni, solo cadere “giù”, un giù che non ha fondo ed è di colore bianco, grigio, vuoto, senza l’ebbrezza della caduta e la falsa sensazione di volare per quel mezzo secondo che separa da uno schianto plateale.

Ma non ho motivi per schiantarmi. Né appigli per fermarmi definitivamente. E magari invertire la rotta.

(ma è questo bianco che mi acceca, gli appigli ci sono, posso sentirli, a volte tento di schiantarmi su quelli. la velocità non lo consente. per il resto posso prendermela solo con i riflessi lenti, le mani e le braccia di gomma inutile.)IMG_211212573760_555365367954541_1632665797837579237_n12417994_555670617924016_6244245101938506150_nQueste tre fingerò  di tenerle in una parentesi perché fa male, improvviso, acuto, indelebile e non so nemmeno iniziare a spiegarmelo da sola e non voglio capire e non voglio. Non voglio anche se non cambia niente.IMG_2138Gli strascichi di Gennaio non volevo portarmeli oltre questa prima settimana. Non riesco ad affrontare le cose con ordine.

(a proposito di ordine, lo sto sovvertendo con inconscia tenacia e mi viene sempre benissimo. anzi, miglioro. non riesco a capacitarmene.)

Sto provando a far iniziare Febbraio domani. (ci mancavo solo io a togliergli i giorni, non sarà contento.)

Sono pesante ma ho attorno persone che rendono la gravità. Meno grave. Il loro modo di alleviarla mi modifica. Mi rendono apparentemente leggera. Posso muovermi senza rompere tutto e posso camminare sul loro stesso piano senza precipitare al centro della terra. Chissà se riescono a vedere riflessi del piombo della mia testa che mi sfuggono mentre scrivo parlo sono in piedi in una stanza.

Fa freddo e ci vuole un’altra tisana.

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